- Malattia renale all’ultimo stadio: la Digossina aumenta la mortalità, soprattutto nei pazienti con bassi valori di potassio in predialisi
- L’impiego di Digossina aumenta il rischio di mortalità nei pazienti con stadio terminale dell’insufficienza renale. Nonostante la Digossina sia un farmaco prescritto da moltissimi anni, la sua sicurezza nell'insufficienza renale teraminale non era ancora nota. L'ipokaliemia può precipitare la tossicità da Digossina.
E’ stata analizzata l'associazione tra Digossina e sopravvivenza in una coorte di 120.864 pazienti in dialisi, provenienti da più di 1.800 Centri del Nord-America e seguiti fino a 4 anni. Di questi, al 4% era stata prescritta la Digossina.
L’impiego della Digossina è risultato associato a un aumento del 28% del rischio di mortalità ( hazard ratio, HR=1.28 ).
Anche l'aumento della digossinemia si è dimostrato un fattore predittivo di mortalità, con un rischio maggiore del 19% ( HR=1.19 ) con l’aumento di 1 ng/ml.
L’aumentato rischio di mortalità è risultato più pronunciato nei pazienti con i valori di potassiemia predialisi più bassi ( HR=2.53 [ P=0.01 ] per valori plasmatici di potassio inferiori a 4.3 mEq/l versus HR=0.86 [ P=0.35 ] per valori superiori a 4.6 mEq/L ).
Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare se e come poter prescrivere in sicurezza la Digossina nei pazienti con malattia renale allo stadio terminale. I pazienti con cardiopatia che si sottopongono a dialisi dovrebbero essere presi in considerazione altre opzioni terapeutiche per la cardiopatia.
Per i pazienti che rimangono in trattamento con la Digossina, dovrebbe essere instaurato uno stretto monitoraggio di potassiemia e della digossinemia per minimizzare i possibili effetti collaterali del farmaco. ( Xagena News )
Journal of the American Society of Nephrology, 2010
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